antoniovitale

Il sentimento di umanità è il tratto dominante dell’approccio di Antonio Vitale alla fotografia. Antonio ama girare per le strade, per immortalare volti, gesti, espressioni, momenti di vita quotidiana.
Che ci sia come soggetto un’anziana contadina della Lucania, un bambino cubano o un venditore ambulante di Porta Portese, nelle sue foto è sempre il “popolo” il soggetto preferito. Antonio è cioè un fotografo che predilige fotografare la gente, e questa predisposizione riflette una spiccata sensibilità per l’alterità e quindi anche il suo impegno sociale e politico. Il suo lavoro di operatore sociale a contatto con varie forme di disabilità individua del resto una personalità abituata a confrontarsi con “i vari modi d’essere uomini”, con una diversità che è allo stesso tempo disagio ma anche ricchezza di punti di vista sulla realtà.
Antonio Vitale non tradisce la sua origine contadina, e ciò traspare nelle foto che lui dedica alla sua terra e alla gente del Pollino. Ci sono i riferimenti – in qualche modo “malinconici” – ad una ruralità ancestrale, assieme decadente ma ancora resistente all’omologazione della modernità. Ci sono le rughe di un’anziana contadina vicina al focolare, simbolo di legami comunitari, o lo sguardo di un povero agnello colto nei suoi ultimi momenti di vita, destinato ad un rituale sacrificale proprio del mondo rurale, allo stesso tempo spietato ed augurale. Anche nei paesaggi il riferimento all’umanità è sempre presente, come nella visione quasi crepuscolare, in un bianco e nero che non è casuale, di case contadine e querce secolari sullo sfondo delle austere cime innevate, quasi a voler mostrare più una condizione esistenziale che un paesaggio naturale.
E il popolo è sempre protagonista anche nelle foto che Antonio Vitale ha scattato a Cuba, ancora simbolo di una speranza di emancipazione per gli oppressi di tutto il mondo. Le espressioni dei personaggi denotano che il fotografo è riuscito ad entrare pienamente in sintonia con i soggetti. Tra il fotografo e il soggetto fotografato non si avverte cioè distanza, ma una sorta di comunanza di intenti, di simpatia reciproca. Quando la fotografia riesce a fare questo ha raggiunto il suo obiettivo: le persone in un attimo mostrano loro stesse, per quello che sono. Quell’attimo è anche una specie di miracolo artistico… Nelle foto cubane è valorizzato il colore, a dimostrazione che la fotografia riesce a restituirci la realtà in base ai nostri stati d’animo: qui è la dignità di un popolo, con i suoi disagi ma anche con la sua spensieratezza di vivere, ad essere rappresentata. Una fotografia, quella di Antonio Vitale, che non tradisce mai le sue origini quindi, all’insegna dell’umanità e con uno sguardo non freddo e distaccato, ma partecipe appunto, delle miserie e delle grandezze umane.

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